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Domande e Risposte su: I depositi di calcio nella spalla
Nella maggior parte dei casi non è possibile individuare una causa precisa per questi depositi di calcio. Molte persone chiedono se devono modificare le diete per ridurre l'assunzione di calcio. Questo provvedimento non deve assolutamente essere mai preso, bensì è opportuno mantenere una dieta sana e bilanciata dal punto di vista calorico ed in grado di fornire almeno 1 grammo di calcio il giorno, soprattutto negli anziani ed in donne in fase post menopausale.
I depositi di calcio sono più frequenti in donne tra i 35 e 65 anni d’età, ma si possono presentare anche negli uomini.
Molti depositi di calcio sono spesso presenti per anni senza rendersi responsabili d’alcun sintomo. Solo quando i depositi diventano sufficientemente grandi da urtare le adiacenti strutture ossee durante i normali movimenti d’elevazione del braccio allora possono essere responsabili di dolore. In alcuni casi, anche piccoli depositi di calcio possono essere responsabili di dolore e ciò accade quando s’infiammano i tessuti circostanti o quando i depositi di calcio arrivano ad interessare anche i tessuti della borsa sotto acromiale che sono molto sensibili.
Alcuni depositi di calcio possono determinare l'erosione progressiva fino alla distruzione di una parte dei tendini della cuffia dei rotatori che sono muscoli con un ruolo fondamentale nei movimenti d’elevazione del braccio.
La maggior parte dei depositi di calcio sono nelle prime fasi soffici come pasta dentifricia ma spesso, dopo anni diventano progressivamente più consistenti fino ad avere la durezza prima del gesso e poi dell'osso.
Quando i depositi di calcio s’infiammano in maniera importante, sia perché si possono rompere ed alcuni frammenti possono liberarsi nella borsa sia perché possono arrivare a determinare attrito fra la cuffia dei rotatori e strutture ossee e non ossee circostanti, allora i sintomi dolorosi possono diventare molto importanti. L'infiammazione in fase acuta può essere trattata con impacchi di ghiaccio e riposo del braccio in un opportuno sistema di sospensione ("sling"), ed inoltre in alcuni casi possono essere utili anche gli anti infiammatori per via orale (se prescritti dal medico). Nel caso in cui il dolore sia molto severo già da alcuni giorni e non si attenui in maniera significativa con i provvedimenti poco sopra descritti allora trova indicazione un’iniezione di anti infiammatori cortisonici direttamente nell'area dei depositi di calcio, che è in grado di dare sollievo nell'ambito di poche ore.
Quando si verificano due o tre episodi ricorrenti di sintomi dolorosi della spalla o si possono vedere alle radiografie i depositi di calcio che crescono di dimensioni, allora si può prendere in considerazione l'ipotesi di rimuoverli mediante chirurgia per via artroscopica.
L'intervento è effettuato in anestesia sia loco regionale sia generale durante un breve ricovero in regime di day hospital. Durante l'operazione il paziente non avverte nessun dolore e, dopo l’intervento, solo un leggero fastidio alla spalla per alcuni giorni fino a quando non cicatrizzano i punti di sutura delle vie d’accesso. Qualora i depositi di calcio determinino l'erosione di un buco nella cuffia dei rotatori allora può rendersi necessaria una riparazione del danno alla cuffia (se possibile) ed eventualmente una decompressione sotto acromiale (rimozione di una piccola porzione di osso che sovrasta i depositi di calcio, l’acromion, per ridurre gli attriti).
Non abbiamo mai avuto occasione ancora di vedere calcificazioni che si riformano sulla stessa spalla dopo essere state rimosse.
Si. Nel lungo termine le calcificazioni possono causare una forma di infiammazione cronica dei tendini della cuffia dei rotatori con un danno permanente ai tendini stessi.
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